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STORIA DI SFOGLIA E DI SAPORI ANTICHI

03-02-2026

pasta-ripiena

In Emilia-Romagna, la cucina non è una faccenda da prendere alla leggera: è una questione di famiglia, di gesti tramandati e di un amore viscerale per la propria terra. E la pasta ripiena non è solo un piatto: è un linguaggio.

È il suono ritmico del mattarello sulla tavola di legno, è il profumo della farina che si alza nell’aria e quella maestria antica nel chiudere un tortellino o un cappellaccio. È una tradizione che si tramanda, custodita gelosamente dalle sfogline.

Il viaggio inizia sulla spianatoia. Le sfogline tirano la pasta finché non diventa un velo dorato, pronto a trasformarsi nei capolavori della nostra tavola. Ogni forma racconta un pezzo della nostra storia:

Il Tortellino: Piccolo, preciso, simile ad un “ombelico”. La leggenda vuole che un oste, spiando dal buco della serratura la bellezza di Venere, volle ricreare nella pasta la perfezione di quel dettaglio divino. Un concentrato di sapore dove il ripieno di carne e Parmigiano Reggiano parla la lingua della tradizione più pura.

Il Tortellone di Ricotta: Il fratello maggiore del tortellino, tipico delle giornate di magro. Qui la sfoglia racchiude un cuore generoso di ricotta, prezzemolo e formaggio. Un gesto rapido e sicuro delle dita lo chiude a corona, creando un boccone che è un inno alla delicatezza.

Il Cappellaccio di Zucca: Il gigante buono della nostra tavola. Un equilibrio perfetto tra la dolcezza della zucca, la sapidità del formaggio e quel tocco di noce moscata che conquista al primo morso.

Modi diversi di intendere la sfoglia, un unico obiettivo: l’eccellenza fatta a mano.

Ma la festa non finisce con il primo. Come vuole la vera tradizione emiliana, dopo la delicatezza della pasta si passa ai sapori intensi e avvolgenti. La cacciagione è la protagonista assoluta dei secondi piatti: carni nobili, cucinate con cotture lente e sapienti marinature.

In questo contesto, l’evento “Pasta Ripiena e Cacciagione” non è un semplice appuntamento gastronomico, ma un momento per proteggere e tramandare la bellezza della manualità. È un invito a riscoprire la genuinità dei sapori di una volta, affinché il sapere delle sfogline e i segreti delle cotture lente non restino solo un ricordo, ma continuino a essere cultura viva.

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